Il Parco Nazionale di Andohahela si trova a una quarantina di km a nord-ovest di Fort Dauphin nel mezzo della famosa catena di Anosy. Il Parco è caratterizzato dagli alisei che incontrano una barriera naturale, la catena di Anosy,  dando così vita ad un luogo magico di contrasti climatici, tre mondi molto diversi: una foresta pluviale nella parte orientale, una foresta spinosa nella parte occidentale e una zona di transizione nel mezzo delle due foreste.
Ovviamente, come per le foreste, il Parco presenta tre micro-climi molto diversi: nella zona orientale il clima è caldo e umido, con temperature medie che variano tra i 20 ei 24 gradi e precipitazioni che vanno da 1.000 a 2.000 mm nella zona orientale, mentre nella zona occidentale, troviamo un clima caldo e secco con temperature comprese tra 22 e 26 gradi e le precipitazioni che vanno da 600-800 mm. Per quanto riguarda la zona centrale di transizione, il clima è piuttosto caldo con piovosità media che varia da 800 a 1.500 mm.

L’unicità del Parco di Andohahela non è solo dovuta al clima o le foreste, ma anche per il numero di attività che si possono svolgere: trekking; visite sia diurne che notturne per osservare la fauna e la flora endemica della zona;  cascate e piscine naturali dove bagnarsi; delle facili ma dure scalate per raggiungere la cima delle montagne dalle quali si può ammirare un paesaggio mozzafiato verso l’oceano indiano o verso il paesaggio semi-arido dell’interno.

Le aree da esplorare

Tsimelahy, la zona di transizione

Qui possiamo ammirare una splendida vegetazione rupicole e soprattutto la sua famosa palma a triangolo, una cascata e piscina naturale, la fauna è costituita da rettili (lucertole e serpenti) e uccelli. La visita al villaggio di Tsimelahy dimostra l’importanza delle aree protette per lo sviluppo degli abitanti del villaggio.

Malio, la foresta pluviale

Una vera e propria foresta pluviale con cascate, lemuri, camaleonti, orchidee a non finire e moltissimo di più.

Ihazofotsy e Mangatsiaka, la foresta spinosa

Ovviamente da queste parti fa caldo e non c’è molta acqua dunque non sara facile vedere molti animali ma, con un po ‘di fortuna e pazienza, vedremo dei lemuri come i sifaka, dei piccoli i tenrecs (simili al porcospino) e molti uccelli endemici della zona come i couas e i vangas. Tra la flora, da menzionare la splendida Alluaudia Procera, in grado di fornire un legno leggero, resistente e imputrescibile usato nel fare fondi e costruire case e, il baobab nano.

La fauna

Per quanto riguarda l’avvistamento  della fauna, ci sono molte specie che devono però dividersi in diurni e notturni. Il parco è ricco di fauna ma l’osservazione richiede una buona dose di fortuna. DAgli ultimi studi, si contano 129 specie di uccelli, il 65% sono endemiche, 13 specie di lemuri diurni tra cui il lemure ballerino, Eulemur fulvus collaris (il lemure dal collare), Hapalemur griseus meridionalis (bamboo lemur) e il famoso lemur catta. Tra le specie notturne, si possono incontrare: il microcebus (lemure-topo), i lepilemuri, il chirogaleo medio, il maki lanoso e l’elusivo mezzo “topo-pipistrello” aye-aye. Inoltre, ci sono 61 specie di rettili, 49 specie di anfibi e varie specie di farfalle.

La flora

La pianta piú presente nel parco è sicuramente la palma a triangolo (Dypsis decaryi). Notiamo anche la presenza di alberi tamarindo, l’acacia, la viola, il Pachypodium, il baobab nano, la vaniglia madagascariensis usata dalla popolazione locale come “viagra”, l’albero spinoso Cedrelopsis greveil, l’Uncarina grandidieri utilizzato per la cura dei capelli e molte altre piante medicinali.